la politica antisociale del governo

“La Politica antisociale del Governo”

Dichiarazione di Michele Mangano, presidente nazionale Auser

“La demagogia ha le gambe corte. E si vede. Con questa manovra economica in via di approvazione, il Governo ha messo a punto la sua politica antisociale e demagogica a partire dalla proposta della social card che, ancor prima di partire perde i pezzi. Per la card ci saranno 280 milioni anziché i 500 previsti inizialmente. Come a dire che è lo stesso Governo che non crede nella sua efficacia. Alla fine ci saranno per i poveri italiani pochi spiccioli al giorno. Una vera elemosina ben lontana da una politica strutturale e strategica di lungo respiro -che noi auspichiamo da tempo- rivolta alla terza età. Colpo di scure anche sul Fondo per la non autosufficienza che di fatto sparisce. Quale favola si racconterà agli oltre 3 milioni non autosufficienti presenti nel nostro Paese e alle loro famiglie? Siamo rimasti solo noi in Europa a non esserci ancora attrezzati in questa direzione. Per quanto riguarda l’assegno sociale, vengono introdotte con questa manovra delle barriere ma non sono assolutamente chiari i criteri che verranno adottati nell’assegnazione. Esprimiamo perplessità anche sull’istituzione del Fondo Unico Regionale, in vista del federalismo fiscale, ci chiediamo che fine farà allora la programmazione sociale prevista dalla legge 328/2000? Infine i tagli agli enti locali. Ci sarà una forte contrazione dei servizi da valutare in circa il 40%. Questo avrà un effetto dirompente sul tessuto sociale del nostro Paese; ricadrà sulle spella del volontariato il peso di una domanda di servizi sempre più crescente da parte di cittadini poveri e fragili”.

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filo d’argento 2007: il volto dell’utenza

Il 70,4% degli utenti è donna e dunque il restante 29,6% costituito dagli uomini. Tale percentuale è il risultato del diverso andamento regioanle della distribuzione degli utenti per genere. Infatti, la percentuale degli uomini si eleva al di sopra del 30% in Umbria, Veneto e Lombardia, dove i servizi attivati sono più numerosi e diversificati rispetto alla media nazionale, mentre scende al di sotto del parametro nazionale soprattutto in Campania (7,4%) e in Calabria (20%) dove sembra che gli uomini incontrino maggiori difficoltà a chiedere esplicitamente aiuto, nelle altre regioni del Mezzogiono e nel Lazio e in Liguria. Poco più del 15% dell’utenza ha un’età “non anziana”, inferiore ai 65 anni; il 26% ha un’età compresa tra i 65 e i 74 anni; il 43% tra i 75 e gli 84 anni; infine, il 15% degli utenti è ultra84enne. Gli interventi attivati da Filo d’Argento sono diretti soprattutto ai nuclei familiari più deboli e agli anziani più a rischio di fragilità e di isolamento. Infatti il 71,74% degli utenti vive solo a fronte del 28,26% che vive in famiglia o comunque risulta inserito in altre situazioni di socialità. Relativamente alle differenze di genere, gli utenti che vivono da soli sono soprattutto uomini (l’83% di essi non è inserito in nuclei familiari); le donne che vivono sole costituiscono circa il 67% dell’universo femminile. Notevoli risultano le differenze regionali: in Piemonte, infatti, ben il 94% dell’utenza è costituita da persone sole; mentre in Puglia tale percentuale si abbassa fino al 53%. Nel Lazio e in Lombardia gli anziani che viviono in famiglia costituiscono una quota di utenza superiore al 30%. (visualizza il rapporto 2007)

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filo d’argento 2007:modalità di contatto

In base alla indagine campionaria condotta su 32 mila utenti, nel 2007, gli operatori telefonici e gli altri volonatri del Filo d’Argento hanno avuto 293.441 contatti - attraverso il numero verde, altri numeri telefonici e contatto diretti - con le persone bisognose d’aiuto. In diversi casi queste persone erano accompagnate o rappresentate dai loro familiari, dalle associazioni di volontariato o dagli enti locali. Più del 50% di questi contatti (161.590) sono stati realizzati in Lombardia; seguono l’Emilia Romagna (35.052), il Veneto (29.537) e il Piemonte (18.174). Le chiamate telefoniche in carico ai Punti d’Ascolto o ai numeri telefonici di Filo d’Argento costituiscono il 43,93% dei contatti totali avvenuti tra Filo d’Argento e persone in difficoltà, è di tipo diretto, cioè svolto attraverso incontri e visite nei luoghi di domicilio dei richiedenti o in altri luoghi. Il 49% dei contatti avvenuti nel 2007 ha riguardato nuove richieste di intervento e/o di informazioni; circa il 51% dei contatti ha invece avuto ad oggetto la conferma o la modifica di accordi presi precedentemente tra Filo d’Argento e richiedente.

Modalità di contatto per regione

Chiamate: l’incremento dei nuovi contatti

filo d’argento 2007: criticità meridionale

Il principio di sussidiarietà orizzontale ora vigente implica che le funzioni pubbliche siano esercitate dalle istituzioni pubbliche solo in quanto le funzioni medesime non possano essere adeguatamente svolte dai cittadini e dalla società o dalle organizzazioni che essa esprime. Non mancano però i punti di criticità: rispetto al massiccio intervento sociale messo in campo da Filo d’Argento nel 2007, sono ancora insufficienti i volontari che prestano attività di servizio presso i call center, nelle sedi di Filo d’Argento, o sul campo, per svolgere le attività di trasporto sociale, di relazione sociale e le altre richieste dalle persone in difficoltà. Inoltre, l’intervento di Filo d’Argento è capillare ed efficace soprattutto nelle aree del Centro-Nord del Paese, mentre nel Mezzogiorno le attività di volontariato sociale devono aoncora strutturarsi adeguatamente.